Po(li)etica

Scrivo per denunciare. Scrivo per denudare. Scrivo per far sapere e per sfogare. Scrivo perchè penso che ogni essere umano, ogni storia siano coerenti in se’ e che stia anche alla narrativa trovare quella coerenza. Scrivo perchè mi piace la faccia che fa la gente quando mi legge. Scrivo perchè ho un ritmo di martelletto nella testa che mi stampa le parole nel cervello. Scrivo perchè ho un rapporto problematico con la lingua del paese in cui sono nata, e perchè credo nelle parole. Nella forza che hanno di modificare la vita, i pensieri, di incendiare e spegnere. La narrazione, per me, fa da tessuto alla vita e scorre come una metropolitana nell’underground della storia. Un treno di carta che fa correre i pensieri da un lato all’altro della verità. Mentre in superficie la vita reale si inceppa ai semafori. Ho iniziato a scrivere quando ho scoperto i cunicoli della letteratura. Un universo nel quale sarebbe stato facile perdersi se non avessi seguito una traccia, se mi fossi dimenticata chi sono io per davvero. La passione è la mia barca, i maestri sono il vento e il mare le parole. Amo la poesia e la follia, amo quando parlano una dell’altra come in un canto. Sono armata di ironia e per magia... volo via. Preferisco il teatro umoristico a quello borghese. Non sopporto chi piange quando vince, preferisco chi si spancia nella sconfitta. Penso che lo specchio della narrativa, del teatro, della poesia e di tutta la vita rappresentata vada rivolto verso le zone oscure e dimenticate della società affinchè possano riflettersi e riflettere.

Paola Presciuttini