PRESENTAZIONE
Fa piacere quando chi si è
conosciuto nel formarsi delle sue prime esperienze
letterarie poi mette in pratica i suoi piani e costruisce
delle strutture narrative tanto ben congegnate da meritare
di essere e raccolte e godute in forma di libro.
Paola Presciuttini l'ho conoscluta mentre tenevo un
seminario di scrittura letteraria all'Associnione Giardino
dei Ciliegi di Firenze. Era la più curiosa e la più
irrequieta delle mie “allieve". In quell’occasione mi ha
fatto leggere un suo primo racconto. Ed eccola dopo appena
tre anni tanto cresciuta nelle intenzioni e nei fatti da
uscire sul mercato librario da uscire con una prova
narrativa complessa e ardita.
Spero di esserle stata utile in qualcosa, se non altro a
tirar fuori la qualità che già aveva e di cui cominciava a
distinguere le chiavi stilistiche.
In Occhi di grano, Paola Presciuttini adopera il sistema
della lente di ingrandimenro narrativa: pensieri e fatti
minuti (non nel senso di poco importanti, ma nel senso di
nascosti e profondi) crescono mano mano che vengono narrati
in un movimento elicoidale che li rende via via più vicini
e più comprensibili fino a farli esplodere in vere tragedie
del sentimento.
Sono racconti che trattano un io narrativo molto
circoscritto, apparentemente irragiungibile. Ma che diventa
velocemente familiare e godibile per via di mimesi
linguistica: le fantasie verbali di uno psicopatico, la
minuziosa cronaca di un dolore d’amore, la scoperta
dell’altro da sé attraverso l’uso caparbio e avvolgente
della seconda persona.
I personaggi si formano lentamente sotto i nostri occhi di
lettori, quasi loro malgrado, come se li spiassimo, da
dietro un vetro, mentre misteriosamente inseguono un loro
segreto e tenace rimuginio mentale.
Hanno tutti qualcosa di rivoltato e di arreso nello stesso
tempo che li rende estremamente vulnerabili proprio quando
appaiono più forti e vincenti.
Essere riuscita a farci amare i suoi personaggi
inseguendoli nelle loro trappole mentali e nei loro
vagabondaggi vrbali sembra la cosa più felice di questi
racconti a cui auguro buona fortuna.
Dacia Maraini
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9 novembre 2004
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11 novembre 1994
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30 novembre 2004
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26 dicembre 2004

